(Arthur's Seat Project, 1999-2000 installazione, ricamo su tela riportata su feltro, 12 elementi collezione MAXXI)
"Alla fine del 1999 ho iniziato un nuovo progetto di ricamo collettivo, il secondo. Volevo coinvolgere donne di etnia serba e albanese perché ciascuna ricamasse un frammento di uno stesso disegno preso da una geografia reale. Una specie di punto d’incontro fittizio. Sapevo anche della necessità di scegliere un luogo ‘neutrale’, che non avesse niente a che fare, almeno direttamente, con la storia personale delle 12 donne contattate, un ‘terzo’ luogo. Una geografia che io ho vissuto, emotivamente e fisicamente. Una terra di mezzo" Claudia Losi
L'Arthur's Seat è opera della giovene artista Claudia Losi. Anche questa, come molte sue opere, è frutto di un'operazione collettiva imperniata intorno a oggetti che fungono da catalizzatori di energie e di esperienze. Protagonista è il ricamo, che è perseveranza nell’esecuzione, una tecnica che non riguarda solo una generica identità femminile, ma che soprattutto assume un valore antropologico nella collaborazione con gruppi di anziane signore nei ricami collettivi. L'opera di un vulcano ricamato da donne di diverse etinie è un'immagine potente e suggestiva. Al tempo stesso il paziente e certosino lavoro delle donne riporta ad una visione delicata e intima.
Siamo all’indomani del conflitto balcanico. Il disegno stilizzato di un vulcano spento, situato nei pressi di Edimburgo, l'Arthur's Seat appunto, viene tracciato su tessuto e suddiviso in dodici parti. I frammenti vengono distribuiti a sei ricamatrici che vivono in Serbia e a sei che vivono in Kosovo (Valbona Koca, Savica Stevanović, Vasilija Kuljanin, Zivka Jaksić, Snezana Bozović, Leze Krasniqi, Fatmira Shehu, Luljeta Maloku, Milena Bojanić, Mili Miloti, Ajshe Bajrami, Sena Marković). Claudia Losi chiede loro di restituire le pezze ricamate e successivamente ricompone l’unità dell’immagine, geografia simbolica di una possibile coabitazione tra etnie diverse.

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