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martedì 8 luglio 2008

....LA MANIFESTAZIONE


Come annunciavano ieri i manifesti affissi in ogni angolo della città, oggi alle due in punto, sotto un sole cocente circa 200 persone, per lo più anziani, si sono ritrovate davanti all’ingresso principale della Municipalità di Mitrovica per far sentire la loro voce di protesta contro l’amministrazione ed il sindaco della città, Bajram Rexhepi, colpevoli di non aver mantenuto le promesse sull’allontanamento delle sostanze tossiche depositate da circa un mese presso le strutture ormai abbandonate di uno degli impianti di Trepca, precisamente nella zona chiamata Bajr. Il piccolo gruppo di partecipanti, contornato da poliziotti locali e dalla Kfor è rimasto composto sino all’arrivo dell’Imam, promotore, insieme ad altre associazioni locali, come CBM, partiti politici e associazioni studentesche, di questa prima marcia di protesta. Valdete Idrizi, direttore dell’Associazione locale Community Building Mitrovica affermava che quella di oggi era la prima di una lunga serie, perlomeno fino a quando il sindaco non si impegnerà ad allontanare questi containers dalla città. Le sostanze tossiche, potenti solventi chimici, pare siano arrivate dall’Iran, e servissero ad un’impresa di Prizren come disinffettanti per le cisterne della sua stazione di benzina. Per motivi tuttora sconosciuti, il carico destinato a Prizren non è stato accettato ed è stato fatto tornare indietro. Alla frontiera, però, quella lungo il confine sud con la Macedonia, è successo che i poliziotti insospettiti hanno chiesto di ispezionare i tir e sono rimasti intossicati. Da lì, i containers sono giunti a Mitrovica. Sembra sia stata questa la dinamica dei fatti, anche se ancora oggi le sostanze trasportate rimangono sconosciute. La stampa dà poco risalto e le tv nessuna notizia. Oggi non erano presenti cameramen, solo qualche taccuino. L'Imam apre la manifestazione invitando tutti a restare uniti per far luce su questi fatti.









Poi la manifestazione al grido di “Dobbiamo essere uniti, non avvelenati”, si è diretta verso il sito che ospita momentaneamente i containers per bloccarne la strada principale che la collega a Pristina.








Tutti in marcia al grido di slogan come “La vogliamo verde, non avvelenata”


“9 anni di manipolazione, adesso anche avvelenamento”
oppure "1990 ci avvelenava la Serbia, nel 2008 il governo"

(tutti slogans che in albanese fanno rima).

Mah!

........tra i manifestanti mi è parso di vedere persino il sosia di qualcuno di cui il sole cocente non mi aiutava a ricordare il nome,

....solo un piccolo lapsus!

lunedì 7 luglio 2008

MATERIALE RADIOATTIVO?

Mitrovica. Nella serata di mercoledì 2 luglio sono arrivati direttamente dal confine sud con la Macedonia 3 tir con altrettanti containers pieni di sostanze tossiche. Dopo un breve peregrinare in territorio kosovaro, giunti non si sà bene da quale paese e diretti in Macedonia, probabilmente solo per un primo transito, i tre containers sono ora depositati da giorni presso le strutture ormai dismesse dell’ex impianto di Trepca, nella località di Bajr, periferia sud di Mitrovica, dopo aver ricevuto il beneplacito delle autorità locali, così ha riportato il notiziario radio. I camion che trasportavano quelle che anche diversi cittadini hanno testimoniato essere sostanze tossiche hanno insospettito le autorità di controllo della dogana, tant’è che dopo un loro esame il materiale ispezionato ha causato malore a sei poliziotti subito dopo ricoverati in ospedale. Al momento la notizia è tenuta a bada e circola soltanto negli ambienti cittadini con il passaparola . Nulla trapela nei notiziari di Unmik nè in ambienti internazionali. Fino ad ora neanche la stampa e i networks televisivi locali hanno riportato alcuna notizia in merito. Anche il tg locale delle 19.00 (di oggi 7 luglio) non ha toccato l'argomento. Venerdì, durante la liturgia in moschea gli Imam hanno dato la notizia e cercato di coinvolgere tutti i fedeli a partecipare numerosi alla pacifica dimostrazione presso la sede del comune prevista per quel giorno. Il cattivo tempo e il non tempestivo messaggio ha fatto sì però che la marcia di protesta non riscuotesse grande partecipazione tra gli abitanti. Tutto è stato allora nuovamente spostato ad oggi dove alle 9.00 in punto c’è stato un discreto rassemblamento nell’ex impianto di Trepca dove si trovano ancora i containers e per domani è stata convocata una manifestazione cittadina alle 14.00 in punto. A sentire Mensur, studente universitario, è impossibile vivere nella zona; dice infatti che varie persone si sono sentite male è sono state trasportate all’ospedale di Pristina. La gravità di questo evento è tenuta in stretto riserbo e le autorità comunali tacciono, ma intanto l’odore forte e penetrante ha sin da subito reso l'aria irrespirabile alle persone del luogo coinvolto. La drammaticità dell'evento sembra resa ancora più surreale dal silenzio generale dei rappresentanti politici locali, in primis del sindaco di Mitrovica, che rendono ancora più vani e improduttivi gli appelli alla mobilitazione che giungono dalla già debole struttura sociale cittadina. Si spera che la notizia giunga presto sotto i riflettori e qualche pesce grosso venga a galla.


articolo pubblicato sul sito di peacereporter.net e carta.org

sabato 21 giugno 2008

IN EVIDENZA

L'Italia chiamò, un documentario di Matteo Scanni, Angelo Miotto e Leonardo Brogioni, racconta l'altra faccia delle missioni all'estero: l'uranio impoverito.

Quattro militari italiani che hanno partecipato alle missioni di pace in Bosnia, Kosovo e Iraq cercano un difficile ritorno alla vita dopo essersi ammalati di tumore dormendo nelle caserme bombardate con proiettili all’uranio impoverito.
Per saperne di più clicca qui


KOSOVO: LA VOCE DEL CONIGLIO