giovedì 22 aprile 2010

EULEX BEST PRACTICES


Sono venuto a conoscenza, certo non dalla stampa, che sedici rumeni apparteneti alle forze di polizia FPU di Eulex sono stati fermati ed accusati di contrabbando di sigarette e di liquori. Stavano per ritornare in Romania con un autobus-navetta della missione Eulex, ma giunti alla frontiera con la Macedonia sono stati bloccati dalle autorità macedoni. Dai controlli effettuati sono state rinvenute 400 stecche di sigarette e 300 litri di liquori. La notizia molto probabilmente non creerà alcun scalpore. Si continuerà invece a parlare, con una certa faciloneria, del Kosovo come di "quel buco nero nel cuore dell'Europa", di quella piccola striscia di terra meta di traffici illeciti e criminalità organizzata, anche se non ci sono fatti concreti che possano far pensare a tutto ciò.Qui, l'unico elemento certo è la presenza, da dieci anni, di circa 15 mila soldati della Kfor e servizi segreti di mezzo mondo che non sono riusciti a scoprire un bel nulla. Anzi, se proprio bisogna dirla tutta, va rilevato che in più occasioni sono stati proprio gli internazionali stessi - militari, alti funzionari di Unmik, consulenti - ad essere stati beccati con le mani nel sacco. Un Paese grande quanto l'Abruzzo e con tutti questi soldati dovrebbe essere uno dei posti più sicuri del mondo. E invece?

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