venerdì 1 aprile 2011

CIO' CHE DEVE ACCADERE ACCADE

Ci sono capitato per puro caso. Non avevo intenzione di visitare Rahovec (Orahovac in lingua serba), ma come spesso accade con i fuori programma, la giornata spesa in questo paesotto del Kosovo centro meridionale è stata emozionante. Da secoli Rahovec è conosciuto come luogo di produzione di vino. Ancora oggi, nonostante i danni causati dalla guerra e le difficoltà economiche, l'uva è ritornata a crescere e le piacevoli distese di vigneti all'entrata del paese sembrano darti il benvenuto. Gran parte della storia di questo paese ruota intorno al vino, alla sua produzione e commercializzazione. La necessità di vendere la bevanda di Bacco ha portato i produttori locali ad aprirsi con l'esterno e a dialogare con i paesi vicini che spesso parlavano lingue diverse. E' avvenuto così che, anno dopo anno, la gente del luogo ha imparato nuove parole. Oggi a distanza di secoli la comunità di Rahovec parla una lingua del tutto particolare, composta da frasi albanesi, serbe, turche e bosniache. Un dialetto che nessuno all'infuori di loro riesce a comprendere.
Rahovec è un grande produttore di vino è, al tempo stesso, un paese musulmano. Nel cuore del paese, ad una decina di metri l'una dall'altra si trovano due moschee e le uniche due teqe (il luogo di preghiera e di incontro dei dervish). Numerosa è la comunità (circa il 40% della popolazione) che appartiene all'ordine mistico dei Rifai e degli Halveti. Questa è un'altra particolarità che contraddistingue oggi Rahovec. Visito entrambe le teqe ed in una di queste incontro un ragazzo dervish che per mia fortuna parla molto bene l'italiano. Inutile descrivervi l'ospitalità che ricevo. Al caldo della teqe e in compagnia di un buon caffè turco è proprio lui a tradurre e a raccontarmi un po' di cose.  Il tempo passa in fretta e dopo un'ora mi congedo.
Incomincio a girare senza meta per le stradine ed a riflettere sul concetto della pazienza, del tempo e dell'attesa.  I pensieri mi seguono fin dentro un quebabtore (una tipica rosticceria locale) e continuano a farmi compagnia anche mentre mi ristoro con un po' di carne alla griglia e due bicchieri di vino. Lascio Rahovec col sorriso, convinto che "ciò che deve accadere accade!"

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