lunedì 16 febbraio 2009

IL PRIMO ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA DEL KOSOVO


Il 17 febbraio il Kosovo festeggerà il primo anniversario della sua nascita in seguito alla dichiarazione unilaterale di indipendenza dalla Serbia. Senza dubbio la maggior parte della popolazione del Kosovo di origine albanese celebrerà con gioia questo evento. Anche rumorosamente. L'ostruzionismo russo non ha permesso una nuova risoluzione ONU che consentisse di superare quella tuttora vigente, la 1244, e con essa una serie di ostacoli per la piena attuazione dell'Indipendenza. Il nuovo paese è stato finora riconosciuto solo da 54 dei 192 paesi delle Nazioni Unite e 5 dei 27 membri dell'Unione europea si sono espressi contro l'indipendenza.
Chi credeva che l'indipendenza avrebbe innescato nuove esplosioni di violenza e di pulizia etnica, un'ondata incontrollata di emigrazione, l'emergere del nazionalismo serbo e forse anche una riesplosione delle guerre nei Balcani, dovrà ricredersi. Oggi il Kosovo è in gran parte uno stato pacifico, anche se povero e con alcuni problemi, in parte ingigantiti e creati dalle potenze mondiali coinvolte, in parte legati alle falle delle sue frontiere, che permettono a serbi ed albanesi di fare affari, forti dell'appoggio politico locale e dell'inefficace lavoro delle forze internazionali preposte al controllo. Anche se la Serbia si rifiuta di accettare l'indipendenza del Kosovo, bisogna constatare che oggi il governo di Belgrado è il più filo-europeo della sua storia. E' su questo che bisogna fare leva per superare la posizione precaria del Kosovo. Sarebbe un grande segnale se i cinque paesi che non hanno ancora riconosciuto l'indipendenza -Spagna, Grecia, Romania, Slovacchia e Cipro- cambiassero posizione al riguardo. L'occasione rafforzerebbe e compatterebbe l'Europa, pronta poi a stilare programmi economici ancora più efficaci per la Serbia e la sua integrazione in Europa. I dubbi espressi da questi paesi sono comprensibili, trovandosi anche loro con problemi affini da risolvere. Sanno comunque, come afferma una recente risoluzione del Parlamento europeo, che un giorno dovranno riconoscere il Kosovo. Più che rinviare la decisione, più che contribuire a promuovere l'impressione di una Europa divisa che nuoce al Kosovo, al resto dei Balcani occidentali e alla stessa Europa, i cinque stati dovrebbero agire velocemente, certi che i timori di nuove dichiarazioni unilaterali di indipendenza da parte di alcune loro regioni sono frutto della fantasia.

articolo pubblicato su il Reporter

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