martedì 10 giugno 2008

INDIAN FOOD & COMPANY

Questa proprio non ci voleva. Il mio ristorante preferito “Indian Food” è stato improvvisamente chiuso. Proprio questa mattina mentre passavo da lì, incuriosito per i lavori che stavano facendo, ho pensato di chiedere se i cingalesi stessero ristrutturando. Pronta è stata la risposta negativa del muratore che ci lavorava che mi ha informato del nuovo caffè – tipicamente kosovaro- che prenderà il posto del vecchio ristorante.“L’Indiano” così lo etichettavo, era un piccolo ristorante di proprietà di cingalesi, persone semplici, apparentemente timide e riservate, giunte in Kosovo da anni, venuti da così lontano e spinti, non so bene da che cosa, ad aprire un ristorante etnico qui a Pristina. Certo quella della ristorazione è un’attività tra le più proficue in Kosovo dove si possono trovare ristoranti tipici albanesi, serbi, ristoranti italiani, cinesi, c’è anche il messicano, il giapponese e persino un nepalese. Sicuramente è anche per questo che a Pristina si mangia molto bene. Io però ero molto affezionato a questo posto piccolo dalla cucina buona e speziata, economico e silenzioso, in pieno centro. In effetti da quando sono stati ultimati i lavori di riqualificazione dell’area pedonale nel cuore di Pristina, tra il Grand Hotel e il Palazzo di Governo, inaspettatamente gli amici cingalesi con il loro ristorantino si sono ritrovati di colpo nel posto più interessante che potessero mai trovare. Appunto per questo, da diversi mesi notavo la presenza di personale kosovaro dietro la cucina. Questo è molto insolito. Si possono trovare cuochi kosovari in ristoranti italiani e internazionali in genere, ma la presenza degli stessi in quelli indiani o cinesi è veramente rarissima se non inesistente. Fatto sta che da quella volta ho prestato attenzione a queste presenze. L’ultima volta, appena un mese fa, seduto ad un tavolo ho visto il simpatico proprietario del locale discutere sottovoce con una persona di orgine albanese kosovara. Intuivo dove sarebbero arrivati. La longa manus albanese si sarebbe presto addentrata fin dentro gli affari del ristorante. Così è stato. L’ultima volta che goloso di assaggiare il loro piatto forte,chicken kuruma, con tutte le salsine piccanti e speziate, ho notato le insegne staccate e la porta chiusa, mi è caduto il mondo addosso. L’Indian Food era stato chiuso. In un primo momento speravo in una ristrutturazione o ingrandimento del locale, ma quando ho saputo quanto stava accadendo non ho potuto far altro che pensarci sopra e ho tratto la conclusione che qui in Kosovo, e maggiormente nella sua commerciale capitale, tutto, ma proprio tutto, è soggetto a continuo cambiamento. Seduto davanti a un caffè cercavo di riflettere su questo. Di colpo, quasi istintivamente ho alzato la testa e preso visione del posto in cui mi trovavo. I locali del pub-ristorante "92", di fronte al quartier generale di Unmik, pochi mesi prima di quest’ultima apparizione ospitavano un’attrezzata e rifinita caffetteria e prima ancora una struttura credo di Unmik o forse privata, non saprei, che vendeva cartine e mappe geografiche del Kosovo, in tutte le forme e dimensioni. La stessa distrubuiva anche i mensili informativi di Unmik e Osce. Tutti questi cambiamenti sono avvenuti in meno di due anni. Da oggi farò a meno del ristorante indiano. Mi sono già rassegnato, ma faccio veramente fatica a capire cosa c’è dietro questa maledetta voglia di cambiamento, a maggior ragione quando gli affari delle attività commerciali vanno –o sembrano andare?- a gonfie vele.
P.S. nulla di personale per carità, ma il nome che hanno dato alla caffetteria, "New Born" (oggi 11 giugno, passando da lì ho visto la nuova insegna) mi ha irritato e non poco.

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