martedì 20 ottobre 2009

I TRE PUNTI DELL'AMBASCIATORE GIFFONI E LE PRETESE DEI SERBI DEL KOSOVO


L'ambasciatore italiano in Kosovo, Michael L. Giffoni, recentemente nominato inviato dell'UE per il nord del Kosovo, in un intervista apparsa oggi sul giornale kosovaro l'Express afferma di volersi concentrare su tre differenti approcci per aumentare la presenza dell'UE nel nord del Kosovo. L'Ambasciatore Giffoni ha detto che il primo approccio consiste nell'installare una presenza efficace, nella zona a nord, delle istituzioni dell'UE che operano in Kosovo e di tutte le altre. "Con il secondo step si dovrebbe intervenire nelle zone in cui la popolazione locale ha bisogno di un supporto esterno per risolvere i problemi più urgenti", ha detto Giffoni, mentre il terzo approccio riguarda la promozione e il rafforzamento dei valori propri dell'UE. "Cercherò di parlare a tutti per rendere chiaro cosa significhi concretamente l'impegno dell'UE sul terreno", ha sottolineato l'Ambasciaotore Giffoni. Bisogna constatare che i punti esposti dall'Ambasciatore, per quanto condivisibi, sono difficilmente armonizzabili con la visione che i serbi hanno in merito alla missione europea. Stando a quanto riportato sempre oggi da Rinascita Balcanica "I rappresentanti dell'Assemblea dell'associazione dei comuni del Kosovo e Metohija, hanno consegnato al Presidente Boris Tadic una petizione firmata da 48.373 serbi del Kosovo per chiedere il ritiro della missione Eulex dalla provincia. Una copia della petizione è stata inviata anche all'Ambasciata russa, affinchè la presenti al Presidente russo Dmitri Medvedev nel corso della sua visita a Belgrado. La missione, stando al testo del documento, viene considerata come non neutrale perchè sta lavorando sul rafforzamento di un Kosovo indipendente. "Con questa petizione chiediamo al Presidente della Serbia di ammettere un errore e di annullare l'ospitalità e la collaborazione con Eulex, perchè si adopera per rafforzare l'indipendenza del 'Kosovo", afferma il presidente dell'Associazione dei comuni, Radovan Nicic".

Nelle settimane scorse avevo previsto l'avvio di un autunno caldo per il Kosovo, ma, ad oggi, mi risulta difficile sapere quanto caldo sarà!

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