mercoledì 21 ottobre 2009

ILVO DIAMANTI E IL KOSOVO

Fatico a orientarmi dove gli stranieri appaiono nemici, dove anche gli altri appaiono nemici. Perché tutti diventano stranieri - e potenzialmente nemici, altri da noi – in un mondo e in un territorio che non conosciamo e in cui non ci riconosciamo. Per questo ho bisogno di bussole.Per procedere e orientarmi nella nebbia, cognitiva ed emotiva, prodotta dal nostro tempo.

Nel saggio in uscita per l’editore Feltrinelli, Ilvo Diamanti, professore di Scienza e Sociologia politica ad Urbino e uno delle firme più prestigiose di Repubblica, ci fornisce una galleria di istantanee, riflessioni, epifanie, che meglio di qualsiasi trattato sociologico fissano sulla pagina i tic, i riti, le piccole e grandi follie della nostra vita quotidiana, individuale e collettiva. Da Auguri a Ultrà, passando per Bene comune, Esuli, Figli, Natale, Paure, Professori, Ronde: sono voci di un sillabario originalissimo, ironico e dolente, “bussole” per orientarci nel difficile tempo presente e in un’Italia che spesso non sappiamo più capire, che si è tramutata in una società che assiste, senza reagire, alla scomparsa del suo territorio e, insieme, delle relazioni fra persone. Nel libro in questione, Sillabario dei tempi tristi, Diamanti parla anche di Ossezia, ovvero di quel luogo sconosciuto ai più fino a poco tempo fa. Non sarebbe stata affatto una brutta idea se Ilvo Diamanti avesse inserito, nel suo libro, la parola "Kosovo" al posto di "Ossezia". Per questo motivo durante la presentazione del libro a Roma ho chiesto al prof. Diamanti che significato avesse per lui la parola Kosovo.

E per Voi cosa significa il termine "Kosovo"?



1 commento:

Anonimo ha detto...

mmhh.. il luogo del peccato originale ?
( della nuova europa , della nuova sinistra , della nuova Nato ?)

Mario

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