giovedì 15 ottobre 2009

IL KOSOVO E LA PROSPETTIVA EUROPEA

Ieri, 14 ottobre, la Commissione Europea ha pubblicato il rapporto "Commission's 2009 Enlargement Strategy" sui progressi compiuti nei Balcani occidentali . Una parte di questa relazione è dedicata ai rapporti e le relazioni tra l'UE e il Kosovo. Il Commissario UE per l'Allargamento, Olli Rehn, ha dichiarato che "la decisione di oggi segna una nuova tappa. Proponiamo una serie di misure concrete per contribuire a migliorare la vita di tutti i cittadini del Kosovo. Queste misure dimostrano che l'avvicinamento del Kosovo all'Unione Europea non è una cosa astratta, ma riguarda, invece, reali e tangibili benefici per tutti". Nella conferenza tenuta ieri a Pristina, la Commissione ha esposto i risultati raggiunti e i settori chiave da affrontare nei prossimi anni, individuandone le modalità con cui l'UE potrà intervenire. Nel documento la Commissione propone di cominciare a lavorare verso la liberalizzazione dei visti per i cittadini del Kosovo e di avviare relazioni commerciali con il Kosovo. Vuole verificare le modalità per far partecipare il Kosovo ad alcuni programmi comunitari e coinvolgerlo in iniziative concrete sull'occupazione, le imprese e l'istruzione. La Commissione propone inoltre all'UE di affinare il dialogo politico con il Kosovo e ampliare la portata dell'assistenza finanziaria della Comunità Europea (la cooperazione transfrontaliera). Tali misure saranno attuate progressivamente e dipenderanno, in buona parte, dai progressi compiuti dal Kosovo. Nella sua "strategia annuale per l'allargamento dell'UE", la Commissione afferma che in Kosovo "la stabilità è stata mantenuta, ma resta fragile. La missione dell'Unione europea, EULEX, è stata dispiegata su tutto il territorio del Kosovo ed è pienamente operativa. Tuttavia il Kosovo ha davanti a se grandi sfide da raggiungere, compresa la garanzia dello Stato di diritto, la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, il rafforzamento della capacità amministrativa, la protezione dei serbi e le altre minoranze". Nella relazione, vengono altresì analizzati i progressi del Kosovo sino ad ora raggiunti che riguardano concretamente il rafforzamento del quadro giuridico. Tuttavia, "la capacità della pubblica amministrazione e dell'assemblea hanno ancora bisogno di essere rafforzate. Sono necessari sforzi continui per intensificare la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata. Garantire la partecipazione dei serbi del Kosovo nella vita pubblica, comprese le elezioni locali, rimane una sfida importante". Ulteriori sforzi sono necessari per costruire la fiducia e favorire il dialogo. Il Kosovo ha fatto ben pochi progressi verso la creazione di una efficiente economia di mercato. Riforme sostanziali e importanti investimenti sono necessari per consentire all'economia del Kosovo di far fronte alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato dell'Unione. "L'economia del Kosovo ha segnato una crescita del 5,5% (dal 4,4% nel 2007), in gran parte basata sul consumo e gli investimenti pubblici. Tuttavia, il deficit commerciale continua ad aumentare. Il rispetto delle leggi è debole, la diffusa corruzione e l'incertezza sul diritti di proprietà continuano ad essere gli ostacoli principali per lo sviluppo economico e il tasso di disoccupazione resta molto alto. Il quadro normativo è stato ulteriormente potenziato nei settori delle dogane, del fisco, dell'istruzione e della polizia. L'applicazione delle norme europee si trova in una fase iniziale per quanto riguarda ambiente, energia, concorrenza, proprietà intellettuale, libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali". La Commissione europea si aspetta che da questo rapporto le autorità kosovare possano presto utilizzare le indicazioni contenute per progettare e implementare un insieme coerente di riforme per avvicinare il Kosovo all'Europa.

L'intero documento è consultabile in lingua inglese sul sito della Commissione Europea (pagg. 61-67 quelle relative al Kosovo)

articolo pubblicato sul sito di Report On Line

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