sabato 7 novembre 2009

DIARIO DI VIAGGIO: PRISTINA

Dopo circa un anno di assenza dal Kosovo mi accorgo di vederlo sempre uguale e profondamente diverso nello stesso tempo. Mentre la dinamica Pristina corre ad una velocità maggiore rispetto al resto del paese, la vita nelle cittadine periferiche scorre più lentamente e monotona. Pristina, sede della politica nazionale, delle ambasciate straniere, delle organizzazioni internazionali, ha cambiato nuovamente pelle. La neonata capitale del Kosovo sta crescendo, allungando i suoi arti sia in direzione di Skopje che di Peja. Queste due principali arterie stradali sono diventate dei veri cantieri. I circa 90 km che separano Pristina da Skopje sono oggi interamente percorribili su carreggiata a doppia corsia. I lavori in direzione di Peja saranno ultimati tra un anno circa. Per ora è stato completato circa l'80% della strada, anch'essa a doppia corsia, che collega la città con il suo aeroporto, distante meno di 10 km. Le novità infrastrutturali non si fermano certo qui. Interi quartieri con enormi costruzioni che raggiungono i 15 piani, o forse più, sorgono un po' ovunque e nuovi locali, inspiegabilmente, prendono ill posto di quelli vecchi che pure avevano la loro clientela. Sempre più banche. Nuovi progetti di riqualificazione di aree dismesse attendono di partire presto. Ma la cosa che mi ha lasciato abbastanza perplesso è questa costruzione

che sorge vicino a quest'altra mega struttura che sta prendendo forma
Nella prima foto è rappresentata la nuova sede della Diocesi di Prizren che ospiterà Mons Dodë Gjergji. Nella seconda invece, alle spalle dell'elegante complesso religioso si intravedono i lavori della costruzione della Cattedrale di Pristina, una struttura che quanto a lunghezza ( presumo anche l'altezza) pareggia con pochi edifici. D'altronde si sa, quando gli uomini di Santa Romana Chiesa si muovono lo fanno bene. Ci si scandalizza quando un piccolo garage viene concesso a migliaia di fedeli musulmani per pregare, mentre viene visto come un fatto del tutto normale quello di costruire grandi Chiese (nuovissime sono quelle di Klina e di Gjakova) per una manciata di fedeli cattolici che qui in Kosovo hanno già le loro confortevoli strutture (la comunità cattolica del kosovo è poco superiore al 2% della popolazione). Questi lavori rappresentano forse il primo passo per il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte della Città del Vaticono? E' presto per dirlo. Ciò detto, quella che mi si è presentata davanti è stata una città colorata, euforica e vivace per via delle elezioni locali che si terranno il 15 Novembre. Elezioni locali si fa per dire, perchè la campagna elettorale è molto costosa, visibile e coinvolge direttamente i big della politica kosovara.



Se Pristina è un cantiere a cielo aperto, con gru e braccia metalliche sparse un po' ovunque, con attività culturali che si susseguono ( il Pristina International Film Festival si è da poco concluso, mentre è in corso la nona edizione del Pristina Jazz Festival) la situazione nella periferia del Kosovo non ha subito vistosi cambiamenti...

prossima fermata: PRIZREN

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ci si scandalizza quando un piccolo garage viene concesso a migliaia di fedeli musulmani per pregare
R
Forse perchè migliaia di persone non ci stanno in un piccolo garage? E se ci stanno mancano le condizioni per la loro sicurezza ?

Anonimo ha detto...

la nuova sede della Diocesi di Prizren che ospiterà Mons Dodë Gjergji. Nella seconda invece, alle spalle dell'elegante complesso religioso si intravedono i lavori della costruzione della Cattedrale di Pristina, una struttura che quanto a lunghezza ( presumo anche l'altezza) pareggia con pochi edifici.
R

Tu come la vedi invece ? Che i cattolici costruiscano delle moschee ?

Comunque se lasciano fare si vede che al neo potere mafio-albanese non da fastidio.
Sarà il corrispettivo per il silenzio di Santa Romana Chiesa sulla distruzione di centinaia di monasteri cristiano ortodossi
Mario

Anonimo ha detto...

Forse perchè a queste migliaia di persone, che non hanno alternative se non quella di pregare in posti del genere, non viene data la possibilità di costruirsi luoghi di culto come vorrebbero.... in Italia poi non nè parliamo!!!
Saluti Fabio

renato ha detto...

Ben vengano nuove costruzioni e nuove strade, ho l'impressione che in un prossimo futuro questa città e non solo sia fattore di business importanti.

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